é la rabbia dentro che può cambiare il mondo...

"...Siamo l'ostinata storia che si ripete per non ripetersi più, lo sguardo indietro per potere andare avanti. Siamo la sfida massima al neoliberalismo,l'assurdità più bella, il delirio più irriverente, la follia più umana. Siamo esseri umani che fanno ciò che bisogna fare..."
giovedì, 29 maggio 2008

Siamo nel delirio più totale...questo paese è allo sbaraglio...la dittatura in confronto non era niente.

COPIO, SOTTOLINEO, E INCOLLO DA repubblica.it

 Le reazioni. L'opposizione del Pd ha chiesto intanto al governo di riferire in Parlamento. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha esortato a non strumentalizzare politicamente le violenze. "Scontri tra imbecilli fuori dalla storia e dal tempo", ha definto l'episodio, aggiungendo: "Vedo che c'è ancora la tendenza a ribadire, anche da parte di organi di stampa, vecchi schemi degli anni '70 che vanno superati con nettezza, e che invece creare teoremi ideologici contro di me accresce e alimenta". Più tardi il primo cittadino ha sostenuto che "dentro l'università il problema principale è dato da un fortissimo estremismo di sinistra che crea problemi a tutti coloro che vogliono parlare all'università".

Ma quanto accaduto ieri è l'ennesimo episodio in pochi giorni dopo il raid punitivo al quartiere Pigneto e l'aggressione a un ragazzo gay. Il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, nel corso di una informativa del governo, chiede che si dividano "i fatti dalle opinioni" e assicura che il governo non ha sottovalutato la situazione di Roma ma non valuta con lo stesso metro episodi profondamente diversi tra loro come quello di ieri e l'aggressione avvenuta al Pigneto.
"Il governo esprime preoccupazione ma è pronto a vigiliare" ha continuato Mantovano. Che ha fatto riferimento alle scelte dell'Ateneo romano: "E' difficile separare quanto accaduto ieri dal divieto di vietare l'assemblea di Forza Nuova". Quell'assemblea, ha proseguito il sottosegretario, "non poteva qualificarsi come eversiva".

No io in questo paese non so più come fare a campare, a continuare ogni giorno a darmi da fare per renderlo migliore, non c'ho più voglia e speranza dopo che leggo che i bambini di napoli sono stati "educati" dai genitori a fargli dire "FANNO BENE I GRANDI A BRUCIARE I CAMPI ROM", non ce la faccio davvero in un paese dove un sindaco (con croce celtica al collo) della capitale, nonostante l'evidenza dell'ondata razzista,xenofoba e fascista  che non si arresta, continua a dire che è colpa di quelli di SINISTRA , che è tutto un film il fattoche i fascisti ci siano sempre....,

E poi relativo governo che dovrebbe (sia di destra che di sinistra) dire che PARTITI COME FN DOVREBBERO ESSERE BANDITI PERCHE' ANTICOSTITUZIONALI, PERCHè INVITANO ALL'ODIO, AL RAZZISMO ALLA VIOLENZA, ALLA XENOFOBIA, ALLA SOPRAFFAZIONE ALL'ANTIDEMOCRAZIA...ed invece dicono che un assemblea organizzata da FN non poteva considerarsi eversivaaa.....

ODIO QUESTO PAESE.

ODIO quelli che credono ancora di essere in democrazia perchè hanno il diritto di voto ed al governo ci va chi prende "la maggioranza di quei voti", mentre vedono tutti ovlenti o nolenti, campi con bambini e persone che vanno a fuoco, mentre assistono a pestaggi della polizia su cittadini che reclamano semplicemente SOVRANITA' POPOLARE (base della democrazia), mentre genitori accoltellano figli perchè sono gay, mentre neofascistelli ammazzano,picchiano pestano a sangue altri ragazzi per scaricare il proprio odio e la propria adrenalina data dalla frustrazione da questo mondo dominato dai soldi e dal potere e accettano di portare avanti ideologie retrograde, violente, anticostituzionali, schifose, inaccettabili.

Odio che uno come Alberoni ( "il sociologo del nulla" come l'ha giustamente soprannominato Travaglio)possa scrivere sul corriere al numero di pagina dove scriveva Pasolini!! che "l'italia è finalmente tornata alla realtà.....finalmente può riprendersi....." ne sono sicura, con un fucile in mano uno per uno... come dice quel guerrafondaio xenofobo di Bossi.....

QUESTA NON è REALTA' , E' SOLO UN INCUBO DAL QUALE MI VOGLIO SVEGLIARE, E VOGLIO CHE SI SVEGLINO TUTTI, PER IL BENE DI TUTTI.

domattina voglio che finisca tutto, ed inizi un paese migliore.

RECLAMO IL SACROSANTO DIRITTO DI POTER "SCENDERE DALLA GIOSTRA", O MEGLIO CONTRASTARE QUESTO SISTEMA CHE CI VUOLE SOLO NUMERI, SOLE CIFRE DI PAURA E INSICUREZZA DA RIVERSARE NEI CONFRONTI DEL DIVERSO, DI CHI E' IN TUTTO E PER  TUTTO UGUALE A TE.  Voglio scendere.

mercoledì, 21 maggio 2008

Rifondazione deve servire qui e ora, nella società. Impariamo da Gramsci...

«"E ora?", mi ha scritto per email una ragazza dopo la disfatta elettorale della sinistra. "E' ora", rispondo io. E' ora di uscire dai club di artisti a numero chiuso e andare in strada tra la gente. Ma è anche ora di uscire dai centri sociali e prendere per mano i giovani di destra: stanno a destra perchè nessuno gli ha teso la mano...». Tra le mani, l'artista Andrea Rivera ha un foglietto pieno di esempi su come uscire dai luoghi comuni e dalle abitudini sedentarie che hanno chiuso la sinistra in un recinto autoreferenziale. E non è solo questione di punteggiatura. Lo si capisce subito all'Alpheus, noto locale delle notti romane che per un pomeriggio ospita la presentazione del "Manifesto per la Rifondazione", la mozione Vendola per il congresso di luglio. Lo si capisce dalle presenze che provano ad articolare l'espressione "è ora": esponenti non di partito che si sentono partecipi della sconfitta, «compagni di viaggio», come li chiama il segretario della federazione romana del Prc Massimiliano Smeriglio.

All'Alpheus ci si interroga
. Lo fa Rossana Praitano, presidente del Circolo Mario Mieli, che per Rifondazione ha due consigli: «Ripartire dal basso e pragmatismo. Il Prc non è apparso nè come partito della proposta, nè dell'opposizione, ha pagato per l'incapacità di essere concreto». Si interroga Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso al G8 di Genova, che si guarda intorno: ammainate le bandiere della Sinistra Arcobaleno, in sala ci sono solo quelle di Rifondazione. «Io ho la tessera della Sinistra Arcobaleno - dice - che devo fare? La metto tra i cimeli? Da dove ricominciamo?». E' il senso del dibattito a rispondergli. «Ma siamo sicuri che dobbiamo ricostruire la sinistra?», dice "Tarzan", Andrea Alzetta, militante di Action neoeletto in Campidoglio nelle liste dell'Arcobaleno. «Forse dovremmo pensare a dare un senso alla parola politica "sinistra"». Perchè è scontato che sia inaccettabile per la sinistra la negazione del patrocinio al Gay Pride annunciata dal ministro Mara Carfagna, ma «forse facciamo male a parlare male della Carfagna», continua Tarzan e sembra che non lo faccia per pura pulsione maschile. «Non è che siamo tutti intellettuali... Anche una come lei dà l'idea che ce la si può fare...». Per dire: «basta con la spocchia, la presunzione, le certezze, l'autoreferenzialità dei contenuti e dei linguaggi». L'elenco snocciolato da Sandro Medici, presidente del Municipio X a Roma, sembra illustrare perfettamente la "tarzanata" sulla neo-ministra. Ma c'è dell'altro. Con la destra in Campidoglio, Medici ne ha di sassolini da togliersi dalle scarpe contro la passata amministrazione Veltroni: «Alemanno ha vinto per colpa delle logiche padronali affermatesi in città. La sinistra doveva dire no alla candidatura di Rutelli sindaco, anche a costo di correre da sola...».

Applausi e la gente in sala
aspetta L'autointerrogarsi di "Nichi", che guarda poco al dibattito interno se non per dire «no alle contumelie, al bando l'idea militare della politica, al bando l'odio». Guarda molto fuori, il governatore della Puglia, alle «notti illuminate dai roghi della camorra nei campi rom di Ponticelli e dai roghi della "monnezza" a Napoli». Perchè, spiega, «Rifondazione non serve nè a Vendola, nè a Ferrero: o serve a Ponticelli qui e ora, oppure ce ne torniamo a casa...». E basta anche con le «processioni di sospetti. Sono 38 anni che faccio politica, 38 anni che mi accusano di voler sciogliere i partiti, dall'epoca del Pci, solo perchè criticavo il centralismo democratico...». Non l'ha fatto, perchè alla fine Vendola nel Pci aderì alla mozione Ingrao, e fu quella di Occhetto a "sciogliere" il partito. «"Vendola è un conservatore, suo malgrado", mi dissero...». Battute, d'altri tempi. Ma la declinazione attuale di "è ora" non può fare a meno del passato, nemmeno per Vendola che dice «no ai musei con i santini della sinistra, sì, però, alla memoria dello stile intellettuale di certi classici...». Un nome: «il più sconfitto del '900, Gramsci - cita Vendola - che pensava che da Germania e Inghilterra il processo rivoluzionario contro il capitale avrebbe investito tutta l'Europa». Non fu così. E lui come reagì? «Anche dal chiuso del carcere di Turi fu in grado di elaborare: i Quaderni...». Prendere esempio, «usare il dolore come lente di ingrandimento per capire». Alla domanda di Giuliani la risposta è articolata. «Quell'apostrofo davanti ad Arcobaleno nel simbolo della Sinistra... - svela Vendola - che fastidio: era l'ammissione del pasticcio, un cartello elettorale...». E la risposta non è a portata di mano nemmeno se si guarda al Pd. «Non c'è tempo per parole che si avvitano in gomitoli di furbizia», dice Vendola commentando l'incontro tra Veltroni e il leader di Sd Fava. E' già ora di "nuovo centrosinistra"? «E' l'auspicio di Fava - risponde - Il veltronismo è la costruzione del mito dell'autosufficienza. Se il Pd continuerà nei suoi piani di trasformare il bipolarismo in bipartitismo, questo sarà sempre per noi motivo di polemica». Al momento prevale il divario nei contenuti: «Inseguono la destra. Oggi con loro il conflitto è molto aspro».


20 Maggio 2008

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